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Rebus
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Il mwewrebus è un mwfagioco enigmistico consistente in una mwfqvignetta che il solutore deve interpretare per ricavarne una mwfgfrase risolutiva.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]

Contents

Storia
Note

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Etimologia

L'mwigetimologia del nome "rebus" è incerta, ma si fa comunemente risalire all'mwiwablativo mwjalatino di mwjqres (= cosa), a suggerire che la frase è espressa mwjgcon le cose, ossia con gli oggetti presenti nella vignetta. La parola "rebus" è anche mwjwmetafora di una situazione intricata e di difficile interpretazione. In questo senso mwkaAntonio Tabucchi ha intitolato mwkqRebus un suo racconto, e mwkgIan Rankin ha chiamato mwkwRebus il protagonista dei suoi romanzi polizieschi.

Storia

I rebus sono probabilmente conosciuti sin dall'antichità. Il primo enigma classificabile come un rebus risale al III millennio a.C. nell'mwlgantico Egitto. Qui è stato trovato un mwlwgeroglifico con il nome del faraone mwmaNarmer rappresentato da un pesce (nar) e da uno scalpello (mer).cite-ref-3[3]

I rebus ebbero un successo in Francia attorno al XVII secolo. In Italia già nel 1548, mwngpapa Paolo III decise di patrocinare la pubblicazione di un libro per "imparare a scrivere" attraverso i rebus che all'epoca vennero definiti "cifre figurate".

Caratteristiche

Alla vignetta di un rebus sono generalmente, ma non sempre, apposti mwoqsegni grafici con una duplice funzione:

• indicare gli oggetti rilevanti ai fini della soluzione;
• costituire, di solito, frammenti della frase risolutiva stessa.

Tipicamente è questa la "normale" conformazione di un rebus, che va interpretato alternando mwpglettere e mwpwparole in modo da costruire una frase (es.: mwqaC, mwqqO maschere; mwqgS, mwqwI denti; mwraapi S, mwrqA = mwrgComasche residenti a Pisa). Il solutore ricava tale frase anche grazie a un mwrwdiagramma numerico indicante la lunghezza delle parole e le loro relazioni. Il diagramma può essere costituito dalla sola seconda lettura (frase risolutiva) o anche dalla prima. Nell'esempio citato, un diagramma semplice sarebbe 8 9 1 4; uno dotato di prima lettura 1, 1 8; 1, 1 5; 3 1, 1 = 8 9 1 4, ma solitamente i diagrammi comprendenti anche la prima lettura sono usati solo nel caso di rebus particolarmente difficili. La vignetta va disegnata in modo tale che i mwsagrafemi, ossia le lettere esposte, risultino leggibili da sinistra a destra nel loro ordine; i grafemi apposti non sono mai più di tre consecutivi, anzi il loro numero complessivo, quanto più è basso, tanto più incrementa l'eleganza del gioco. L'insieme di un oggetto e dei suoi grafemi si denomina mwsqchiave.
Esistono però molti casi di mwswrebus muto, in cui non sono previste lettere, bensì mwtaasterischi: essi svolgono solo la prima delle funzioni indicate, non dovendosi aggiungere agli oggetti nessun grafema (es.: mwtqAvi degenti = mwtgAvide genti). Alcuni rebus muti poi non presentano nemmeno gli asterischi: in questo caso la soluzione è data da una descrizione complessiva della scena. Quando una lettera ha vicino a sé un'altra lettera più piccola, bisogna frapporre tra loro la vocale A, mentre se ci sono due lettere sopra un soggetto ma leggermente distanziate tra loro, bisogna inserire la vocale E.

Tipologia

Rebus statici e rebus dinamici

Si definisce rebus mwugstatico (o mwuwdi denominazione) quello la cui soluzione si ricava dalla semplice denominazione degli oggetti, come nel primo esempio citato. È invece mwvadinamico (o mwvqdi relazione) quello che richiede di descrivere una relazione fra le varie chiavi, per lo più attraverso mwvgaggettivi o mwvwverbi, dicendo quindi mwwacom'è o mwwqcosa fa un oggetto rispetto all'altro. Esistono poi rebus mwwgmisti comprendenti sia chiavi di denominazione sia chiavi di relazione. Non sono però molto apprezzati: nel rebus, infatti, è sempre preferita l'mwwwomogeneità delle varie parti.

Rebus fotografici

Nel rebus fotografico la vignetta è sostituita da una composizione di immagini fotografiche. Con l'avvento della mwxgfotografia digitale e dei programmi di mwxwritocco fotografico ha preso campo anche questo tipo di rebus utilizzato in particolare da PiRo PiRi che per primo, col rebus pubblicato su mwyaIl Secolo XIX del 18 luglio 2005, ha inserito nel contesto fotografico i volti di personaggi famosi che con il loro nome o cognome concorrono a comporre, insieme agli altri elementi, la soluzione del rebus.

Validità ed eleganza del rebus

Sul piano della correttezza enigmistica di un rebus hanno importanza le relazioni etimologiche fra le parole. Devono infatti generalmente mancare le mwywmwzaequipollenze, cioè affinità etimologiche (se non identità: in questo caso si tratterebbe di una mwzqpittografia) fra i termini che costituiscono le chiavi e quelli della soluzione.

Triangolo brighiano

mwaaGiancarlo Brighenti, oltre a sviluppare numerose varianti, propose tre criteri per valutare la bellezza di questo gioco enigmistico. Essi costituiscono il cosiddetto mwaqtriangolo brighiano. Si tratta di:

• originalità della trovata e coerenza fra le parti del gioco;
• bellezza e contenuto della soluzione;
• illustrazione artistica; per quest'ultimo aspetto, Briga dava un valore puramente estetico extra tecnico.

Aggettivi, sostantivi e verbi nei rebus

Nei rebus, come in tutti i giochi di enigmistica, possono comparire aggettivi e sostantivi spesso arcaici o inusuali, che non fanno parte del parlato quotidiano. Ad esempio, la pancia viene definita epa, un uomo in piedi è ritto, una donna che prega è pia, un uomo in manette è reo e così via. Esiste un mwcadizionario dei rebus che fornisce una raccolta di tali termini.

Varianti

• il mwdarebus stereoscopico o mwdqstereorebus (la soluzione si ricava dal raffronto fra due o più scene successive e dalla descrizione dei loro rapporti temporali); questo tipo di rebus fu inventato dall'enigmista mwdgGiancarlo Brighenti (mwdw1924-mwea2001), in arte mweqBriga, redattore della rivista "mwegLa Settimana Enigmistica".
• i rebus fondati su uno mwfaschema enigmistico aggiuntivo, come

• il mwfwrebus a mwgacambio (la soluzione si ricava cambiando alcune lettere delle parole da trovare con quelle esposte),
• il mwggrebus a mwgwscarto (la soluzione si ricava scartando le lettere esposte dalle parole da trovare),
• il mwhqrebus a incastro, basato in realtà sulla mwhgzeppa (la soluzione si ricava inserendo le lettere esposte nelle parole da trovare),
• il mwiarebus senza dispari (la soluzione si ricava eliminando le lettere che, per ogni chiave, risultano dispari),
• la mwigtransgrafia, basata sull'mwiwantipodo (la soluzione si ricava spostando la prima lettera della prima parola da trovare in fondo all'ultima e leggendo la sequenza al contrario) e priva di grafemi,
• il mwjqrebus a mwjgintarsio (la soluzione si ricava intarsiando le lettere delle parole da trovare, nel loro ordine, secondo le indicazioni di un diagramma ad incognite)
• la mwkatallografia, basata sulla mwkqmetatesi (la soluzione si ricava variando la posizione di una lettera, che viene esposta, nel corpo delle parole da trovare),
• il mwkwsandwich, basato sull'mwlaincastro (la soluzione si ricava incastrando nella prima parola tutte le altre nel loro ordine) e privo di grafemi;
• lmwlg'mwlwimago (la soluzione si ricava dall'immagine e da una didascalia sottostante). Questo tipo di gioco è stato inventato dall'enigmista mwmaBardo.cite-ref-pisainforma-4-0[4]
• lmwnw'mwoaanarebus (la soluzione si ricava anagrammando le parole da trovare secondo un diagramma numerico che ne indica la posizione nella frase risolutiva).

Sovrapponibili alle varianti del rebus classico e stereoscopico sono poi altre distinzioni:

• il rebus mwpaa rovescio (la soluzione è ricavata dalla lettura inversa di parole ed eventuali grafemi, es. mwpqA, mwpgC selle, mwpwAF faretra = mwqaArte raffaellesca);
• il rebus mwqga domanda (la prima lettura è costituita da una domanda senza risposta);
• il rebus mwraa domanda e risposta (la prima lettura è costituita da una domanda e dalla relativa risposta, es. mwrqGIO cosa fa? Vola! = mwrgGiocosa favola).

Rebus descritto e verbis

Una variante del rebus è il mwswverbis, la cui definizione ha impegnato gli enigmisti, data la preesistenza di un gioco analogo, il mwtarebus descritto. In entrambi c'è un testo al posto del disegno, in entrambi sono presenti sia parole che gruppi di lettere; la differenza maggiore sta nel fatto che:

• il mwtwrebus descritto coinvolge solo termini che possono benissimo essere rappresentati tramite un disegno;
• il mwuqverbis coinvolge nomi astratti, inviti, esclamazioni, insomma anche ciò che non è facilmente illustrabile.

Il termine mwuwverbis è stato coniato dall'ideatore del tipo di gioco, l'enigmista mwvaBardocite-ref-pisainforma-4-1[4], sul modello della parola "rebus" e significa letteralmente "con le parole". Il verbis, forse unico caso (finora), ha avuto lo sviluppo decisivo nel forum del sito web legato alla mwwgSettimana Enigmistica e alcuni dei verbis attualmente pubblicati dalla storica rivista e dal suo spin-off Il Mese Enigmistico sono frutto dell'ingegno dei partecipanti al forum stesso.

Curiosità

• Il rebus era alla base del gioco televisivo mwxgmwxwBis, condotto da mwyaMike Bongiorno su mwyqCanale 5 dal 5 ottobre 1981 al 29 giugno 1990.
• Leonardo da Vinci ideò e disegnò molti rebus.

Note

cite-note-11. mw0qmw0gmw0wREBUS in "Enciclopedia Italiana", su mw1atreccani.it. mw1qURL consultato il 28 marzo 2022.
cite-note-22. mw2qmw2gmw2wrèbus in Vocabolario - Treccani, su mw3atreccani.it. mw3qURL consultato il 28 marzo 2022.
cite-note-33. mw4qmw4gmw4wLa mirabolante storia dei rebus, su mw5aFocus.it. mw5qURL consultato il 6 febbraio 2025.
cite-note-pisainforma-44. mw6wmw7amw7qPisa Informa Flash, su mw7gPisa Informa Flash. mw7wURL consultato il 28 marzo 2022.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sui rebus

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) rebus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaqaA scuola di rebus, su aenigmatica.it (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2020).